BIOMASSE
Caldaie a cippato
Le caldaie a cippato utilizzano legno vergine ridotto in piccoli pezzi della dimensione di qualche centimetro, caricato automaticamente per mezzo di appositi dispositivi meccanici.......>>
Gli impianti a cippato sono totalmente automatizzati e non hanno limiti dimensionali, potendo raggiungere potenze anche di diversi MW termici. I rendimenti e il comfort sono gli stessi delle caldaie a gas/gasolio. Per le caratteristiche di automazione e risparmio di esercizio, gli impianti a cippato sono particolarmente indicati per il riscaldamento di edifici di dimensioni medie o grandi, quali alberghi, scuole, condomini, ospedali e centri commerciali.
Componenti
Un impianto di riscaldamento a cippato è costituito dai seguenti componenti: .....>>
- Contenitore o apposito locale (silo) per lo stoccaggio del cippato;
- Sistema di movimentazione del combustibile;
- Centralina di regolazione; - Eventuale accumulatore inerziale e bollitore per acqua sanitaria;
Principio di funzionamento
Poiché il caricamento del combustibile in caldaia avviene in modo automatico, è necessario che accanto al locale caldaia venga predisposto un locale (silo) per lo stoccaggio del combustibile.....>>
La combustione avviene in caldaie a griglia che può essere:
- fissa, per bruciare materiali fini e a basso contenuto di umidità
- mobile, per bruciare combustibili a pezzatura grossolana e ad alto contenuto di ceneri ed umidità (fino al 50% in peso di acqua), quali le biomasse forestali fresche di taglio.
Nei sistemi più avanzati il flusso di cippato e la combustione sono regolati in continuo da un microprocessore in base alla richiesta di energia dell’utenza e alla temperatura e concentrazione di ossigeno dei fumi (regolazione lambda).
Il sistema può modulare la potenza erogata mantenendo la combustione ottimale anche con combustibili diversi, sia con pieno carico sia con il carico minimo. L’accensione del cippato può avvenire sia manualmente, sia automaticamente per mezzo di dispositivi sia elettrici sia a combustibile liquido (bruciatore pilota).
In alcuni modelli esiste la funzione di mantenimento braci, che consente alla caldaia di mantenere una piccola quantità di brace accesa durante le pause di funzionamento, consentendo così la riaccensione immediata al riavvio dell’impianto.
Sistemi di sicurezza
Anche le caldaie a cippato, come quelle a legna da ardere, sono attualmente soggette all’obbligo del vaso di espansione aperto.........>>
Importanti dispositivi di sicurezza che dovrebbero sempre essere installati negli impianti termici a cippato riguardano il sistema di alimentazione del combustibile, per impedire eventuali ritorni di fiamma dalla caldaia al silo di stoccaggio.
Un primo importante sistema ha lo scopo di interrompere la continuità fisica del flusso del cippato dal silo alla caldaia. Per questo motivo gli impianti a cippato comprendono sovente una tramoggia di caduta del combustibile interposta tra due differenti coclee, delle quali una proviene dal silo e l’altra porta il materiale in caldaia. Il flusso del cippato, in caduta libera nella tramoggia, può essere facilmente interrotto in caso di emergenza da una serranda tagliafiamma, oppure da una più costosa valvola stellare, che mantiene permanentemente l’interruzione. Nella parte terminale della coclea proveniente dal silo, può inoltre essere installata una valvola di sicurezza termica collegata all’acquedotto, che in caso di emergenza immette acqua nel canale della coclea impedendo il propagarsi del ritorno di fiamma. Condizioni favorevoli al ritorno di fiamma verso il silo si possono instaurare quando nel focolare si verifica una pressione positiva, mentre il rischio è minimo se la camera di combustione viene costantemente mantenuta in depressione. Per questo motivo diversi modelli di caldaie a cippato sono dotati di dispositivi atti al controllo della pressione nel focolare.
Installazione di una caldaia a cippato
Per l’installazione della caldaie a cippato valgono gli stessi obblighi delle caldaie a legna in pezzi grossi.......>>
L’accumulatore inerziale è in ogni caso più piccolo rispetto a quello di una caldaia a legna in ciocchi di pari potenza, in quanto la quantità di combustibile contenuta nel focolare di una caldaia a cippato è piccola rispetto alla potenza termica erogata.
Dimensionamento impianto
Per il dimensionamento degli impianti di riscaldamento a cippato possono essere seguiti criteri simili a quelli relativi ad impianti convenzionali a gas/gasolio.......>>
Questo consente di risparmiare sui costi di acquisto e di installazione. Poiché i picchi di fabbisogno di potenza sugli impianti di riscaldamento sono generalmente di breve durata, e limitati ad alcuni giorni del mese più freddo, con questo accorgimento si riesce a comunque a coprire con l’energia da biomassa oltre il 90% del fabbisogno totale di calore.
Nel caso in cui un’unica caldaia a cippato debba provvedere al riscaldamento di numerose utenze collegate da una rete di teleriscaldamento, la potenza della caldaia a biomassa corrisponde alla somma delle potenze di tutte le utenze allacciate diminuita di un coefficiente di contemporaneità che tenga conto delle caratteristiche del prelievo termico delle varie utenze. Il valore di questo coefficiente va valutato caso per caso, ed è spesso compreso tra 0,6 e 0,7.
Locale caldaia
Per il locale caldaia degli impianti a cippato valgono le stesse norme già riferite per le caldaie a legna.................>>
Stoccaggio del cippato
Il silo di stoccaggio del cippato dovrebbe essere posto in un locale adiacente al locale caldaia o situato nelle immediate vicinanze di questo..............>>
Il silo va dimensionato sulla base della potenza e del rendimento della caldaia, delle caratteristiche del combustibile e dell’autonomia richiesta. Indicativamente, il potere calorifico netto del cippato è compreso tra 600 e 900 kWh/m3 seconda del tipo di legno e del contenuto di umidità. La densità è compresa tra i 200 e i 400 kg/m3. Generalmente il cippato di conifera (pino, abete) ha un minore potere calorifico rispetto a quello di latifoglia (faggio, quercia). Viene di seguito riportato un esempio di dimensionamento del silo di stoccaggio.
- Potenza nominale caldaia: 100 kW
- Rendimento termico della caldaia: 80%
- Potere calorifico del cippato: 800 kWh/m3
- Autonomia di funzionamento richiesta: 1 mese
Il consumo orario della caldaia alla potenza nominale è il seguente:
100/(800*0.8) = 0,15 m3/h
Ipotizzando che la caldaia funzioni per 12 ore al giorno a piena potenza, il consumo mensile ammonterà a:
0,15 * 12 * 30 = 54 m3
Il silo di stoccaggio può essere ricavato da un locale preesistente o costruito ex novo. In ogni caso deve essere accuratamente protetto da infiltrazioni di acqua.
Sul fondo del silo viene posizionato l’estrattore del cippato, che preleva il combustibile e lo convoglia nel canale della coclea di trasporto. Nei piccoli impianti, per potenze fino a 300 – 500 kW, e capienze fino a circa 100 m3, viene generalmente usato un estrattore a braccio rotante, che richiede una sezione del silo circolare o quadrata.
Per impianti di maggiore potenza vengono usati estrattori a fondo mobile, costituiti da una o più rastrelliere parallele ad azionamento idraulico che, con un lento movimento avanti e indietro spingono il cippato nel canale della coclea.
Combustibile
Il termine cippato indica genericamente un combustibile derivato dalla sminuzzatura di legno vergine derivante da molteplici fonti: potature, scarti di segheria, interventi di manutenzione del bosco, ecc
Si tratta pertanto di un materiale alquanto eterogeneo caratterizzato da una elevata tendenza a formare agglomerati, e spesso facilmente fermentabile quando il contenuto di umidità sia elevato.
Anche il prezzo è molto variabile a seconda delle caratteristiche del prodotto. Per consentire agli utilizzatori di caldaie a cippato di orientarsi nell’approvvigionamento del combustibile, è in preparazione una apposita norma tecnica che stabilirà una classificazione qualitativa e quantitativa del cippato per uso energetico.
Per i piccoli impianti con alimentazione a coclea la pezzatura è il principale fattore di criticità. La dimensione dei pezzetti non dovrebbe superare i 4 – 5 cm. Pezzi più lunghi di 7 – 8 cm, anche se presenti in quantità modesta , possono provocare inceppamenti nel sistema di alimentazione della caldaia, e quindi il blocco dell’impianto.
Per evitare questi inconvenienti è importante effettuare sempre un accurato controllo di qualità sul combustibile, e scartare senz’altro i fornitori che non siano in grado di ottemperare i necessari requisiti di qualità del prodotto.
Il contenuto di umidità è invece un fattore meno critico, in quanto numerosi modelli di caldaie sono in grado di bruciare legno fresco (umidità 40 – 50 %) o solo leggermente asciugato all’aria.
Dell’umidità del cippato va tenuto conto soprattutto in fase di trattativa sul prezzo, in quanto essa influenza in modo inversamente proporzionale il potere calorifico del combustibile. Informazioni più dettagliate sulle densità energetiche di varie essenze legnose cippate sono riportate nella seguente tabella.
Scheda dati:....>>

L’umidità è espressa come percentuale del peso fresco.
Fonte dei dati: Riscaldare con il legno. Provincia Autonoma di Bolzano.

